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Nel 2016 il Museo San Nicolo', per tenere vivo il ricordo di Umberto Campisi - "CUSTODE" e "MEMORIA" del museo e non solo per oltre un trentennio - istitui' un riconoscimento dedicato a chi con le sue conoscenze, la sua professionalita' e il suo operare, fosse stato "custode" e "memoria" della vita socio-culturale e dell'immagine di Militello.
Oggi, e per la settima volta, il riconoscimento viene assegnato.
La scelta, condivisa con il Presidente - don Luca Berretta - il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Scientifico del Museo San Nicolo', e' ricaduta sul dott. Salvatore Scire', riconosciuto e premiato per la sua intensa attivita' in svariati campi, dall'editoria alla fotografia e alla regia teatrale. Un multiforme ingegno, cresciuto e formatosi a Roma ma con Militello sempre nel cuore.
Si legge, nelle note bibliografiche dove e rigorosamente taciuto l'anno di nascita, che Salvatore Scire', nato a Militello si trasferisce a Roma a soli quattro anni.
A Roma quindi, cresce, studia, si laurea in giurisprudenza e nel contempo matura sensibilita' diverse - complice la passione per la musica e la straordinaria versatilita' per le lingue straniere - che presto lo portano lontano dal monotono lavoro di legale presso una societa' di assicurazioni, per occuparsi di fotografia, giornalismo, scrittura di piece teatrali che dirige e rappresenta felicemente nei teatri romani.
Ha collaborato con importanti testate giornalistiche Italiane e straniere, come Yacht Capital, Viaggi di Repubblica, Qui Touring, Gente Viaggi, pubblicando diversi libri fotografici le cui prefazioni recano nomi del calibro di Carlo Lizzani, Nantas Salvalaggio, Giulio Andreotti.
Molte le mostre fotografiche in Italia e all'estero, che gli hanno fatto ricevere riconoscimenti nazionali e internazionali.
Per il teatro nella rassegna "Schegge d'Autore" ha avuto, nel 2021 il "Premio come migliore autore". Da circa 23 anni si occupa anche di regia teatrale.
Malgrado questo curriculum prestigioso Salvatore non ha mai dimenticato le sue origini e anno dopo anno, assieme ai genitori a cui ha voluto dare sepoltura nella cittadina di origine, e' sempre tornato a Militello, vivendo le sue "vacanze militellesi" con una grazia quasi infantile che traspare intensa, ancora oggi, dai suoi occhi, dallo sguardo curioso e attento che tutto dice e tutto cela, che brillano di luce gioiosa facendo emergere solo cose belle. A Militello ha intessuto relazioni, cercato amici, parenti, in un gioco la cui base e' sempre stato l'amore profondo per questa terra. Sicuramente la radice di tutto cio' e' in quello che l'amore genitoriale gli ha saputo trasmettere: Salvatore e' rimasto nel cuore militellese perche' questo gli hanno trasmesso la sua mamma e il suo papa'.
E Militello, presente in centinaia di scatti, venti dei quali sono in mostra, riappare anche in alcuni corti realizzati a Militello, e in piece rappresentate a Roma dove protagonisti sono personaggi emblematici della Militello che fu, rivissuti con una delicatezza e tenerezza, sobria e malinconia che solo chi ama puo' esprimere. La stessa atmosfera si respira negli scatti fotografici. E' per tutto cio' che oggi il Museo San Nicolo' e Militello, luoghi delle radici e del cuore, tributano un omaggio a Salvatore e gli consegnano questo riconoscimento.