BENVENUTI nel sito web devozionale dedicato al Santissimo Salvatore - Patrono di Militello in Val di Catania (CT - Sicilia/Italia) - Città d'Arte Patrimonio Mondiale dell'Umanità - UNESCO

La Festa Patronale -> Premi & Mostre -> Premio "CUSTODE DELLA MEMORIA" - U. Campisi & Mostra fotografica "LE TRADIZIONI RELIGIOSE" -> Premio "Custode della Memoria" - 8^ Edizione & Mostra fotografica "LE TRADIZIONI RELIGIOSE" - 8^ Edizione -> Anno 2024

Vincitore 8^ ediz. Premio "Custode della Memoria" - In memoria di U. Campisi: Sig. Paolo Barone.

Nel 2016 il Museo San Nicolo', per tenere vivo il ricordo di Umberto Campisi - "CUSTODE" e "MEMORIA" del Museo e non solo per oltre un trentennio - istitui' un riconoscimento dedicato a chi con le sue conoscenze, la sua professionalita' e il suo operare, fosse stato "custode" e "memoria" della vita socio-culturale e dell'immagine di Militello. Oggi, e per l'ottava volta, il riconoscimento viene assegnato. La scelta, condivisa con il Presidente - don Luca Berretta - il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Scientifico del Museo San Nicolo', e' ricaduta sul dott. Paolo Barone, riconosciuto e premiato per la sua intensa attivita' come fotografo, videomaker, scrittore e ideatore di pubblicazioni dove testo e immagine si fondono in un mixer ricco di fascino e capace di suscitare intense emozioni. Un multiforme ingegno, cresciuto e formatosi muovendo i primi passi da Scordia ma con Militello nel cuore. Si legge, infatti, nelle note bibliografiche che e' nato il 26 ottobre del 1951 a Catania, di famiglia scordiense. A Scordia cresce e si forma, spostandosi spesso nella vicina Militello di cui si innamora. Nel 1971 consegue la maturita' scientifica all'istituto Boggio Lera di Catania. Nel 2005 si iscrive all'albo dei giornalisti pubblicisti e nel 2009 consegue la laurea in Comunicazione e Relazioni Pubbliche presso l'Universita' di Catania. All'arido elenco dei titoli di studio, conseguiti forse per realizzare obiettivi diversi, si affianca un altro Paolo Barone, schivo e attento osservatore della realta' circostante che prepotentemente lo induce ad un bisogno espressivo che passa dalla esperienza pittorica degli anni giovanili alla fotografia come strumento per indagare un "se" inquieto e irrequieto alla ricerca di nuove suggestioni ma fondamentalmente alla ricerca della modalita' piu' adatta per raccontarsi e raccontare le proprie emozioni e tradurle in input da trasferire in un ipotetico osservatore per offrirgli analoghe chiavi di ricerca, scoperta e riscoperta. Qualcuno di lui ha scritto: "Nelle sue immagini di nature morte traspaiono gli echi e le luci delle atmosfere dei grandi pittori fiamminghi e nelle foto che ritraggono ambienti si evidenzia la meticolosa ricerca del colore-calore che lo connota come anima squisitamente mediterranea, propria di chi e' cresciuto abbagliato da luminosita' e tinte straordinariamente intense." Credo abbia colto il vero senso delle sue opere fotografiche che uniscono indissolubilmente l'Uomo Paolo e l'ambiente circostante di cui si sente parte. Paolo Barone in questa frenetica ricerca del se, strutturato e, nel contempo, destrutturato dall'onda del colore-calore, dagli odori e sapori in cui si sente immerso e talvolta sovrastato, lavora intensamente e si scommette in numerose attivita': pubblica libri, collabora con testate e periodici locali, regionali e nazionali, ma soprattutto espone in mostre fotografiche personali, realizzate muovendo dai luoghi in cui si e' formato per poi evadere in giro per il mondo: le sue immagini di Scordia, Militello, Catania e la sua provincia dai luoghi piu' noti a quelli piu' reconditi, fanno il giro del mondo, dal Brasile, all'Uruguay, alla Cina, alle piu' importanti citta' europee come Londra, Parigi, Colonia, Bologna e altre. In esse sempre presente la sua terra, la sua Sicilia e, naturalmente, Militello. Infatti in tutto cio' Militello, questo luogo del cuore e nel cuore, tanto da scegliere di viverci in modo stabile, in alcuni momenti della sua vita vissuta come cittadino del mondo, o meglio del "suo" mondo, e' presente, ne sono testimoni il libro fotografico "BACCHE&BAROCCO, Militello e il ficodindia" pubblicato nel 1998 e realizzato per conto del Comune e della Provincia Regionale di Catania, la mostra "Il Barocco nel suo contesto naturale" dell'ottobre 1999, la mostra: " ...Mangiare con gli occhi" dell'ottobre 2002. Queste mostre, portate in giro per il mondo, hanno parlato della nostra terra, della nostra gente, del nostro essere portatori inconsapevoli di colore-calore, odori, sapori. Non e' facile dare senso con proprie parole all'opera poliedrica di Paolo Barone, forse e' meglio lasciar parlare lui: "Piu' che fotografo continuo a sentirmi soltanto un girovago curioso, che osserva tutto quello che gli sta intorno... per catturarne il senso, trarne un'emozione e provare a raccontarla. Amo il bianco e nero, quello fatto da altri; personalmente non mi viene di parlarne il linguaggio. Forse perche' troppo a lungo la mia terra, la Sicilia, l'ho vista rappresentata col nero di "coppole" e di "scialli", col grigio cupo degli sguardi, col bianco assordante di un cielo assolato che qui, invece, e' quasi sempre blu. Inseguo i colori, tutti, nel loro continuo ridefinirsi, nel loro vestire le luci del giorno, nel suggerire aromi e sapori, nell'accendere sensazioni inedite che con i miei scatti provo a raccontare". O con le parole di coloro che hanno compreso e captato in pieno il suo essere. Dice di lui Carmen Consoli: "Spesso si ritiene che una bella foto sia bella proprio perche' riesce a fissare dei dettagli e degli istanti che altrimenti sfuggirebbero alla realta', scoprendo la profondita' dell'anima dell'uomo. Ma dell'anima di chi? Paolo questo non ha voluto specificarlo e io credo che non sia un caso ... lo dico perche' chi ne conosce la sensibilita' e la bravura sapra' riconoscere in questi scatti molti, sicuramente tanti aspetti del suo carattere, della sua passione, della sua vita. In realta' le foto di Paolo Barone raccontano anche Paolo Barone proprio perche' aiutano a conoscere l'anima di chi le ha eseguite, insieme a quello dei soggetti fotografati. Lo dico perche' penso che una bella foto sia sempre il frutto di una passione particolare, un vero e proprio scambio che si realizza se si ha la capacita' e la sensibilita' di sentirsi emotivamente coinvolti. In casi come questo la fotografia restituisce un senso ed un valore a cio' che si fa e consente di comprendere o comunque di avvicinarsi all'immensa ricchezza che ogni sguardo esprime e talvolta nasconde come un tesoro. Questo avviene perche' le foto non servono a spiegare, ma a sussurrare e suggerire, ad evocare un mondo di valori e sentimenti sempre piu' raro e proprio per questo prezioso. Ammiro il fascino discreto di queste foto d'autore, un felice connubio tra geometria e passione, in cui ad una profondita' di campo corrisponde, in maniera non artificiosa ma naturale, una profondita' di sentimento". E Militello, presente in centinaia di scatti, trenta dei quali sono in mostra, riassume questo "ESSERE" di Paolo Barone che riappare anche in alcuni corti realizzati a Militello e per Militello, creati con delicatezza e tenerezza, sobrieta' e malinconia che solo chi ama puo' esprimere attraverso il calore-colore. E' per tutto cio' che oggi il Museo San Nicolo' e Militello, luoghi delle radici e del cuore, tributano un omaggio a Paolo e gli consegnano questo riconoscimento.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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